Cos’è il “tac” durante un aggiustamento chiropratico?

Durante un aggiustamento chiropratico può capitare di sentire un rumore simile a un “tac”, un “pop” o un piccolo scatto.
È un suono che incuriosisce alcune persone e ne preoccupa altre. C’è chi lo considera la prova che il trattamento abbia funzionato e chi teme che siano le ossa a urtarsi tra loro.
In realtà, il rumore articolare non significa che una vertebra sia stata rimessa al proprio posto, né che le ossa si stiano sfregando. È generalmente associato a un fenomeno chiamato cavitazione articolare e può verificarsi oppure no durante una tecnica manuale. 
In questo articolo vediamo da dove nasce il “tac”, se è necessario per ottenere un risultato e perché non dovrebbe essere usato per giudicare la qualità di un aggiustamento.

Da dove nasce il “tac”?

Le articolazioni sinoviali sono formate da superfici articolari separate da uno spazio contenente liquido sinoviale.
Quando, durante una determinata manovra, lo spazio articolare aumenta rapidamente, si verifica una variazione della pressione all’interno dell’articolazione. Questa variazione può favorire la formazione di una cavità contenente gas disciolti nel liquido articolare.
Il caratteristico rumore può essere associato proprio alla rapida formazione di questa cavità.


Una ricerca condotta con risonanza magnetica in tempo reale ha osservato che il rumore articolare coincideva con la formazione della cavità, e non con lo “scoppio” o il collasso di una bolla preesistente. Lo studio è stato effettuato sulle articolazioni delle dita: il principio viene comunemente utilizzato per spiegare anche altri rumori articolari, pur non dimostrando da solo tutti i meccanismi delle manipolazioni spinali.

In parole semplici
Il “tac”:

  • non è prodotto dalle ossa che si scontrano;
  • non rappresenta la rottura di qualcosa;
  • non dimostra che un’articolazione fosse “fuori posto”;
  • non permette di valutare da solo il risultato della manovra.

Il rumore può essere percepito chiaramente, risultare molto lieve oppure non verificarsi affatto.

Sono le ossa che si muovono o si rimettono a posto?

No. L’espressione “rimettere a posto una vertebra” viene spesso utilizzata nel linguaggio comune, ma può creare un’immagine fuorviante.

Durante un aggiustamento non si prende una vertebra dislocata per ricollocarla nella sua sede anatomica. Se una vertebra fosse realmente lussata, saremmo di fronte a una condizione medica differente, che richiederebbe un inquadramento specifico.

L’aggiustamento chiropratico è una tecnica manuale eseguita attraverso un impulso controllato, generalmente rapido e di ampiezza limitata, applicato a una zona scelta dopo la valutazione.

Lo scopo non è produrre il rumore, ma intervenire in modo coerente con il quadro della persona, con la mobilità rilevata e con gli obiettivi concordati.

È necessario sentire il “tac” perché l’aggiustamento funzioni?

No. Il rumore non è necessario per valutare l’esito della manovra.

Un aggiustamento può produrre un suono oppure essere completamente silenzioso. L’assenza del “tac” non significa automaticamente che la tecnica sia stata eseguita male o che non abbia prodotto alcun effetto.

In uno studio su persone con dolore lombare, la presenza di un rumore percepibile durante una manipolazione non era associata a risultati migliori in termini di dolore, funzionalità o mobilità. Una successiva revisione della letteratura è arrivata a una conclusione simile: la presenza o l’assenza del pop non sembra essere determinante per il risultato sul dolore. 

Il risultato deve quindi essere valutato considerando elementi come:

  • risposta della persona;
  • variazioni dei sintomi;
  • mobilità e funzione;
  • tollerabilità della tecnica;
  • obiettivi stabiliti durante la visita.

Il rumore, preso da solo, non è una misura dell’efficacia.

Aggiustamento Chiropratico: Il rumore non è l’obiettivo del trattamento

Ogni tecnica dovrebbe essere scelta sulla base della persona, della valutazione e delle eventuali controindicazioni, non per ottenere necessariamente un “tac”.

Un aggiustamento chiropratico fatto dalla chiropratica
Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.

Un “tac” più forte significa un trattamento migliore?

No. Il volume del rumore non indica la qualità dell’aggiustamento.

Allo stesso modo:

  • più rumori non significano un trattamento più completo;
  • un suono particolarmente forte non dimostra che la tecnica sia stata più efficace;
  • l’assenza del rumore non significa che “non sia successo niente”;
  • il punto dal quale sembra provenire il suono non consente sempre di identificare con precisione l’articolazione coinvolta.

Cercare deliberatamente di ottenere più rumori non dovrebbe essere lo scopo della seduta.

Esistono inoltre tecniche manuali e strumentali a bassa forza che possono essere utilizzate senza produrre alcun “tac”. La scelta dipende dalle caratteristiche della persona, dalla zona da trattare, dalla valutazione effettuata e dalla tollerabilità individuale.

Scrocchiarsi da soli è la stessa cosa?

No. Un rumore prodotto durante un movimento spontaneo o provocato autonomamente non equivale a una tecnica scelta ed eseguita dopo una valutazione professionale.

Alcune persone sentono spesso il bisogno di ruotare il collo o la schiena fino a provocare un rumore, perché subito dopo percepiscono una sensazione temporanea di maggiore libertà.

Il problema è che il suono:

  • non permette di sapere con precisione quale articolazione abbia prodotto il rumore;
  • non chiarisce la causa della rigidità;
  • non consente di capire se quel movimento sia indicato;
  • non sostituisce una valutazione quando il disturbo è ricorrente.

Non è necessario allarmarsi per ogni rumore articolare spontaneo. È però preferibile evitare movimenti forzati, ripetitivi o eseguiti con l’obiettivo esclusivo di “far scrocchiare” il collo o la schiena.

Quando il bisogno di provocare il rumore diventa frequente oppure è associato a dolore persistente, formicolio, debolezza, vertigini, perdita di sensibilità o limitazioni importanti, è opportuno rivolgersi a un professionista sanitario per comprendere meglio la situazione.

Come viene scelto un aggiustamento chiropratico?

La tecnica non dovrebbe essere scelta partendo dal desiderio di produrre un rumore.

Prima di proporre un aggiustamento, il chiropratico raccoglie informazioni sulla storia della persona e valuta, in relazione al caso:

  • sintomi e loro andamento;
  • movimento e funzione;
  • eventuali limitazioni;
  • precedenti problemi o traumi;
  • condizioni mediche rilevanti;
  • presenza di segnali che richiedano un approfondimento o un invio ad altro professionista.

In base alla valutazione possono essere scelte tecniche differenti:

  • aggiustamenti manuali;
  • tecniche a bassa forza;
  • mobilizzazioni articolari;
  • tecniche strumentali;
  • lavoro sui tessuti molli;
  • esercizi e indicazioni da seguire autonomamente.

Non tutte le persone, le articolazioni o le sedute richiedono una tecnica ad alta velocità. Anche per la stessa persona, il trattamento può cambiare nel tempo in base alla risposta e agli obiettivi.

L’aggiustamento è quindi uno degli strumenti disponibili, non l’intero percorso chiropratico.

Che cosa si dovrebbe percepire dopo un aggiustamento chiropratico?

La risposta è individuale.

Alcune persone possono avvertire una temporanea sensazione di maggiore libertà di movimento; altre non percepiscono un cambiamento immediato. In alcuni casi può comparire una lieve sensibilità transitoria nella zona trattata.

Non è corretto giudicare il risultato soltanto dalle sensazioni dei primi minuti o dalla presenza del rumore.

Il percorso deve essere valutato nel tempo, considerando gli obiettivi stabiliti, l’andamento dei sintomi, la funzione e la risposta complessiva della persona.

In presenza di un dolore intenso o inatteso, di sintomi neurologici nuovi o di un peggioramento significativo, è opportuno contattare il professionista che ha effettuato il trattamento o rivolgersi al medico.

Aggiustamento Chiropratico: IN SINTESI:

  • Il “tac” è generalmente associato a un fenomeno di cavitazione articolare.
  • Non sono le ossa che si urtano.
  • Non significa che una vertebra sia stata rimessa al proprio posto.
  • Un aggiustamento può produrre oppure non produrre un rumore.
  • Un suono più forte non indica un trattamento migliore.
  • L’efficacia non può essere valutata contando il numero dei “tac”.
  • La tecnica deve essere scelta dopo una valutazione e adattata alla persona.
  • Cercare ripetutamente di provocare il rumore non permette di comprendere la causa di dolore o rigidità.

Domande Frequenti – Aggiustamento Chiropratico

No. Il rumore non è indispensabile e non rappresenta una misura affidabile dell’efficacia della tecnica.

No. Il volume del suono non permette di stabilire quanto fosse “bloccata” un’articolazione e non indica la qualità del trattamento.

No. Le tecniche vengono selezionate in base alla valutazione e possono comprendere anche mobilizzazioni, tecniche a bassa forza, strumenti, esercizi o altri interventi che non producono rumori.

È preferibile evitare movimenti forzati e ripetitivi. Quando senti frequentemente la necessità di provocare il rumore, soprattutto in presenza di dolore o altri sintomi, è più utile comprenderne la causa attraverso una valutazione.

Il rumore in sé non indica necessariamente che sia avvenuto un danno. La sicurezza dipende soprattutto dalla corretta valutazione, dall’indicazione, dalla tecnica utilizzata e dalle condizioni della persona.

No. L’obiettivo del chiropratico non è ottenere un rumore, ma scegliere l’intervento ritenuto più appropriato per la persona.

Hai dolore, rigidità o difficoltà di movimento?

La prima visita serve a raccogliere la tua storia, valutare il problema e capire quali tecniche possano essere più adatte al tuo caso. L’eventuale aggiustamento è soltanto una parte del percorso e può anche non produrre alcun rumore.

Fonti scientifiche – Aggiustamento Chiropratico

  1. Kawchuk G.N. et al. Real-time visualization of joint cavitation. PLoS One, 2015. Lo studio ha osservato mediante risonanza magnetica la formazione di una cavità in coincidenza con il rumore articolare.
  2. Flynn T.W., Childs J.D., Fritz J.M. The audible pop from high-velocity thrust manipulation and outcome in individuals with low back pain. Journal of Manipulative and Physiological Therapeutics, 2006. Nel campione studiato, il pop non era associato a risultati migliori su dolore, funzione o movimento.
  3. Moorman A.C. et al. Impact of audible pops associated with spinal manipulation on perceived pain. Revisione sistematica, 2022. La revisione conclude che la presenza del rumore potrebbe non essere importante rispetto agli esiti sul dolore.

Articolo a cura di My Spine Design
Revisione clinica e responsabilità editoriale: Dott.ssa Alice K. Francese, MChiro, DC, LRCC
Ultimo aggiornamento: agosto 2026
Il contenuto è stato in parte redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e sottoposto a revisione umana professionale.

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