Cos'è il TAC che si sente durante l'aggiustamento?

Cos'è che fa TAC??

Capita spesso di sentire un suono simile a un tac quando si riceve un aggiustamento da un chiropratico. Di cosa si tratta? 

Il click a volte può essere un piccolo rumore e altre volte un suono più forte, simile a un ‘crock’. Poco importano i decibel, la cosa importante da sapere è che è un rumore totalmente normale e si può stare tranquilli. 

Cosa succede esattamente? Perchè si sente quel suono? Cos’è che fa tac?

È normale essere curiosi di quello che capita al nostro corpo. Ci sono vari suoni che si possono sentire provenire dal nostro corpo, ma il più interessante è senza dubbio quello prodotto da un aggiustamento

 Il ‘tac’ si crea a livello delle articolazioni e si sente quando la pressione che tiene a contatto le due superfici varia. Si può pensare al suono che si sente quando si stappa una bottiglia di champagne. L’aggiustamento chiropratico, tra le altre cose, diminuisce la pressione intrarticolare aumentando per pochi millesimi di secondo lo spazio della cavità articolare. Il liquido che è presente nelle articolazioni si trasforma temporanemente in uno stato gassoso che fa il tipico suono ‘tac’.

È necessario che le articolazioni facciano Tac?

Molte persone pensano che il suono che spesso si sente sia indispensabile a portare l’effetto benefico del trattamento. Eppure, diversi studi scientifici dicono di no. Infatti alcune tecniche chiropratiche, come per esempio l’activator o il drop, non risultano in nessun suono e apportano comunque molti benefici per il paziente.

Inoltre anche utilizzando le tecniche più conosciute, come ad esempio Diversified or Gonstead, non tutte le persone ‘scrocchiano’. 

Anche in questo infatti la variabilità delle persone gioca un ruolo fondamentale:

  • alcune persone fanno molti click
  • altri non lo fanno mai
  • altri ancora lo fanno solo alcune volte

Come già detto che ci sia o meno un ‘pop’ l’effetto desiderato si ottiene comunque se le articolazioni selezionate sono state aggiustate correttamente.  Il beneficio del trattamento si ottiene infatti attraverso una serie di riflessi. Questi partono dai recettori paraspinali e si estendono fino alla corteccia pre-frontale ( una parte del cervello). Si può dire che la parte più importante sia la velocità di esecuzione piuttosto che la percezione di un suono.

Se mi 'scrocchio' da solo cosa succede?

Capita a volte che le persone tentino di alleviare il mal di schiena facendo dei movimenti per cercare di farsi ‘scrocchiare’ qualcosa. Lo fanno per cercare velocemente sollievo a un fastidio o una sensazione che ci sia qualcosa di incastrato. Parte della loro intuizione è giusta: molti problemi originano da una disfunzione vertebrale. In parole semplici la distribuzione dei carichi e dei movimenti non è equa e alcune articolazioni si muovono meno di altre. Ma c’è qualcosa da sapere.

ATTENZIONE: Non tutti i 'Tac' sono uguali

C'è tac e TAAAAC, e non solo perché siamo a Milano!

Esatto, il fatto che ci sia un suono, non significa che esso sia utile o benefico. Meglio capire le differenze e scegliere il TAAAAC giusto!

Vediamo insieme i tre tipi più frequenti di ‘scrocchiamento’.

1 Il tac da allungamento

Con un movimento lento di allungamento in cui si sente ‘tac’ non si ha nessun effetto significativo a livello del sistema nervoso. Ciò significa che, oltre al sentire un rumore che alcuni trovano piacevole e soddisfacente, non cambia molto se non forse un rilassamento dei muscoli dato dallo stretch.

2 Il tac da movimento veloce fai-da-te

Alcune persone provano a scrocchiarsi da soli con un movimento veloce (a volte anche con la loro testa!!) in cerca di sollievo. Benchè questo movimento possa dare un temporaneo sollievo ci sono dei rischi importanti da considerare.

Prima di tutto i movimenti fatti da sé non possono essere fatti in totale passività, perché qualche attivazione muscolare per spingere o tirare parti di sé stesso è necessaria. Inoltre è impossibile in questo modo calibrare attentamente l’ampiezza del movimento. Questo comporta una probabilità di farsi male o alla meglio ‘stirare qualcosa’.

In seconda battuta, con movimenti ampi e non controllati le articolazioni che si muovono di più si muoveranno per prime creando un ‘tac’ e dando apparente sollievo. Il problema in questo caso è che si finisce con il continuare a muovere ciò che già si muove a sufficienza. Così si aumenta il divario con quelle che non si muovono abbastanza peggiorando cosí il quadro.

  • Nei casi migliori questo tac porta a tempi sempre minori di sollievo e quindi il bisogno di automanipolazioni sempre più frequente. Alcune persone purtroppo finiscono con il sentire il bisogno di scrocchiarsi  costantemente. Alcuni lo fanno anche più di 10 volte al giorno per inseguire un sempre più breve e sfuggente benessere!
  • Nei casi peggiori invece si fomenta un’instabilità articolare che porterà con il tempo a una precoce degenerazione delle articolazioni o dischi ( in poche parole l’artrite). 

Questi rischi sono simili se ci si affida a persone inesperte. Questi infatti non sanno identificare correttamente le vertebre disfunzionali (vedi cugino, fratello o improvvisato tuttofare della palestra).

3 Il TAAAC di un aggiustamento chiropratico

Il Tac a seguito di un aggiustamento chiropratico, invece, migliora velocemente la risposta del sistema nervoso al problema. Il chiropratico passa anni a studiare e perfezionare COME, QUANDO e soprattutto DOVE applicare una forza. L’ identificazione dei segmenti disfunzionali e la loro direzione è infatti il primo passo necessario per migliorare le cose. Solo in questo modo si evita di dare un sollievo temporaneo che in realtà aggrava la situazione. 

La seconda differenza sostanziale è che l’impulso è molto veloce con un’ampiezza di movimento minima. La velocità di esecuzione è necessaria per avere un effetto a livello del sistema nervoso centrale (cervello). I recettori di movimento situati in muscoli paraspinali profondi raccolgono le informazioni dai segmenti designati e le portano fino a una parte anteriore del cervello (corteccia pre-frontale). Questo comporta che, oltre a un rilassamento locale, ci sia un adattamento e una presa di coscienza del problema.

Diversi studi indicano infatti che quando c’è una disfunzione spinale (detta a volte anche ‘Sublussazione’ in termini chiropratici) il sistema nervoso è come se non ‘vedesse’ bene quella parte. Ciò comporta l’inabilità di coordinare correttamente i muscoli che devono controllare i movimenti incappando cosí in micro traumi. Se il feedback da una parte del corpo (propriocezione) non é corretto l’output o il comando che arriva dal cervello è approssimativo. 

Il Chiropratico cosa fa?

Quindi, il chiropratico, cosa fa esattamente? 

In parole semplici analizza diverse funzionalità del tuo corpo, trova quelle mal funzionanti e ripristina il livello ottimale. In particolare, come abbiamo detto, la spina dorsale e il sistema nervoso sono l’elemento al centro dell’attenzione. Agendo su queste strutture il paziente ha la possibilità di guarire e tornare in salute.

Ogni segmento è valutato in diversi piani di movimento e sotto diverse condizioni. Se ci sono delle ‘interferenze’, cioè delle parti che non contribuiscono ottimalmente al funzionamento del corpo, vengono rimosse. Gli aggiustamenti vertebrali sono una parte importante della terapia e a volta fanno “TAAC”. Altre tecniche verranno utilizzate per allungare muscoli o fasce.

In breve:

Il TAC dell’aggiustamento chiropratico (udibile o non) ripristina la connessione ottimale normalizzando il movimento, migliorando la propriocezione, abbattendo il dolore e riportando la persona in salute.

Quindi? Cosa stai aspettando?